Analisi pensionistica
Verifica dell'estratto conto contributivo, ricerca dei periodi mancanti, previsione della data di pensione e stima dell'importo con Previdenza Plus. Al Patronato di Pioltello.
Trasforma gli anni di università in contributi per la pensione: calcoliamo quanto costa e se ti conviene davvero.
Gli anni passati all’università possono contare per la pensione. Con il riscatto della laurea li trasformi in contributi: ti servono per andare in pensione prima e, a seconda del tipo di riscatto, anche per avere un assegno più alto. Al Patronato INPAL di Pioltello calcoliamo con te costi e vantaggi, prima di qualsiasi decisione.
È una domanda che presenti all’INPS per coprire con i contributi gli anni di studio universitario. Paghi una somma (il cosiddetto onere di riscatto) e quegli anni entrano nel tuo estratto conto come se avessi lavorato.
Puoi riscattare la durata legale di questi corsi, purché tu abbia conseguito il titolo:
Non si riscattano gli anni fuori corso e i periodi in cui avevi già dei contributi (per esempio se lavoravi mentre studiavi).
| Riscatto ordinario | Riscatto agevolato | Riscatto da inoccupato | |
|---|---|---|---|
| Per chi | Chi ha o ha avuto contributi | Periodi calcolati con il sistema contributivo | Chi non è mai stato iscritto a una forma di previdenza |
| Costo | Dipende da reddito, età e periodo | Fisso per ogni anno | Fisso per ogni anno |
| Effetto sulla pensione | Vale per il diritto e fa crescere l’importo | Vale per il diritto, l’importo cresce poco | Vale per il diritto, l’importo cresce poco |
| Fisco | Deducibile | Deducibile | Deducibile, o detrazione del 19% per il familiare che paga |
Il riscatto agevolato e quello da inoccupato hanno un costo uguale per tutti: il 33% del reddito minimo su cui pagano i contributi artigiani e commercianti. Per il 2026 questo reddito è di 18.808 euro, quindi:
| Anni riscattati | Costo agevolato 2026 | Con 120 rate mensili |
|---|---|---|
| 1 anno | 6.206,64 € | circa 52 € al mese |
| 3 anni | 18.619,92 € | circa 155 € al mese |
| 5 anni | 31.033,20 € | circa 259 € al mese |
Conta l’anno in cui presenti la domanda: chi la presenta entro il 31 dicembre 2026 usa il costo 2026, poi l’importo viene aggiornato.
Il riscatto ordinario si calcola invece sulla tua situazione. Per gli anni che ricadono nel sistema contributivo è una percentuale della retribuzione degli ultimi 12 mesi (per i dipendenti il 33%); per gli anni che ricadono nel sistema retributivo si usa un calcolo attuariale più complesso, che tiene conto anche di età e carriera. Te lo stimiamo noi.
Dopo la domanda l’INPS ti comunica l’importo esatto. Puoi pagare in un’unica soluzione oppure fino a 120 rate mensili senza interessi. Se non paghi entro il termine indicato, la domanda viene archiviata: presentarla non ti obbliga a nulla. Una volta pagato, però, il riscatto non si può più annullare.
Le somme versate sono deducibili: abbassano il reddito su cui paghi l’IRPEF. Se il riscatto da inoccupato lo paga un genitore per un figlio fiscalmente a carico, il genitore ha una detrazione del 19%. Ti aiutiamo a indicarle nel modello 730.
Non esiste una risposta valida per tutti. In genere il riscatto è interessante se:
Conviene meno se sei lontano dalla pensione e non sai come proseguirà la tua carriera.
Consiglio: prima di decidere fai un’analisi della tua posizione pensionistica. Sapere quando andresti in pensione con e senza riscatto è il modo più sicuro per capire se la spesa vale la pena.
La pace contributiva permetteva di riscattare fino a 5 anni di periodi vuoti tra un lavoro e l’altro. Era riservata a chi non aveva contributi prima del 1996 e non era già in pensione. L’ultima finestra si è chiusa il 31 dicembre 2025 e per il 2026 non è stata prorogata. Se verrà riaperta, ti aiutiamo a capire se fa per te.
Il Patronato INPAL ti segue dall’inizio alla fine: verifichiamo l’estratto conto e le altre pratiche INPS, stimiamo il costo dei diversi tipi di riscatto, presentiamo la domanda online e ti spieghiamo la risposta dell’INPS. Decidi tu, con tutti i numeri davanti. Se stai già pensando alla data di uscita dal lavoro, guarda anche la pagina sulle pensioni.
Cosa succede, passo dopo passo: nessuna sorpresa.
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Controlliamo estratto conto e anni riscattabili, poi confrontiamo riscatto ordinario e agevolato con una stima del costo e dell'effetto sulla pensione.
Se decidi di procedere, presentiamo la domanda online per tuo conto. Puoi chiedere tutto il periodo o solo una parte.
L'INPS ti comunica l'importo esatto: decidi tu se pagare, in un'unica soluzione o a rate. Se non paghi, la domanda viene semplicemente archiviata.
Prepara tutto prima di venire: così eviti di dover tornare. Spunta i documenti man mano che li trovi.
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Ultimo giorno per chiedere il riscatto agevolato al costo 2026
31 dicembre 2026
Il costo fisso si calcola sul reddito minimo dell'anno in cui presenti la domanda, che viene aggiornato ogni anno.
Con il riscatto agevolato, per le domande presentate nel 2026, ogni anno costa 6.206,64 euro: è il 33% del reddito minimo di artigiani e commercianti, fissato per il 2026 a 18.808 euro. Con il riscatto ordinario il costo dipende dal tuo reddito e da quando hai studiato: lo stimiamo insieme prima della domanda.
Entrambi valgono pienamente per raggiungere i requisiti della pensione. L'agevolato costa molto meno ma fa crescere poco l'assegno; l'ordinario costa di più ma rende di più sull'importo. La scelta dipende da età, reddito e obiettivo: lo valutiamo con una simulazione.
Sì, fino a 120 rate mensili (10 anni) senza interessi, oppure in un'unica soluzione. Se sei già in pensione, o ci vai mentre stai pagando, la parte che resta va versata tutta insieme.
No. L'INPS ti comunica l'importo e hai un termine per pagarlo o per versare la prima rata. Se non paghi, la domanda viene archiviata senza conseguenze. Una volta pagato, invece, il riscatto non si può più annullare.
Sì. Se paghi tu, l'importo è interamente deducibile dal tuo reddito nella dichiarazione dei redditi. Se paghi il riscatto da inoccupato per un familiare fiscalmente a tuo carico, hai una detrazione del 19%.
Sì, puoi riscattare tutto il corso o solo una parte, anche pochi mesi. Contano solo gli anni della durata legale del corso: gli anni fuori corso e i periodi già coperti da contributi non si riscattano.
Il riscatto agevolato vale per i periodi calcolati con il sistema contributivo. Per gli anni precedenti al 1996 è possibile solo se la tua pensione sarà calcolata interamente con il sistema contributivo, per esempio scegliendo questa opzione: verifichiamo se è il tuo caso e cosa comporta sull'importo.
Non nel 2026. L'ultima finestra, riservata a chi non aveva contributi prima del 1996, permetteva di riscattare fino a 5 anni di periodi scoperti tra un lavoro e l'altro e si è chiusa il 31 dicembre 2025, senza proroga. Se una nuova legge la riaprirà, chiedici come sfruttarla.
Le pagine degli enti, se vuoi approfondire.
Contenuti aggiornati al . Le informazioni hanno carattere generale: per il tuo caso parlane con noi. L’esito delle pratiche dipende dagli enti competenti (INPS, Agenzia delle Entrate, Comune).
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